https://www.youtube.com/watch?v=PTutbyaFs-8

 

 

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Un po’ di tempo fa ho letto una frase che mi ha colpito, una metafora di Zamjatin riguardo i Fratelli di serapione,  diceva  che lontani dal formare una scuola o un indirizzo essi somigliavano a dei viaggiatori che si fossero incontrati per caso in una stazione ferroviaria: erano infatti più le cose che li dividevano di quelle che li univano

 

Oggi sono stata alla saletta d’attesa al  Pronto soccorso dermatologico.. mentre ero lì seduta, in questa seconda saletta fresca, ho pensato che è vero, le persone che si incontrano in una sala d’attesa sono compagne di viaggio per un po’ di tempo, con alcune si parla un po’ , altre si osservano..
Ricordo due persone, uomo e donna arrivati dopo di me.. lui ha parlato all’infermiere dicendo che lei aveva un’infezione.. poi sono andati via una volta, due volte..
A momenti litigavano.. c’era il signor D’amico con cui ho parlato un po’.. una persona gentilissima, proveniente non so da dove che mi ha offerto una bottiglietta di acqua.. è stato davvero gentile e mi ha raccontato dei suoi problemi.. eppure è andato via così velocemente, non ci siamo salutati bene.. ma la vita è così, a volte non ci si saluta bene.. quello che conta è parlare mentre ci si vede..  e poi ci si ricordera’ l’uno dell’altra, se ci ricorderemo.. altre volte ho incontrato persone con cui ho parlato solo un momento.. alle fermate dei pullman, alle stazioni, in circostanze.. persone che mi hanno aiutato, a cui ho chiesto un’informazione.. la mia memoria è molto labile, non mi ricordo ma chissà se arriverà un tempo in cui si ricorderanno queste cose..
 

Mi chiedo in queste circostanze, chissà se arriverà un giorno in cui diremo, eri quella persona che ho incontrato, ti riconosco, e chissà se ci sarà un modo per conoscerci meglio..

Perché le altre persone sono come altri lati di un prisma, altri lati di noi..  forse tutti noi facciamo parte di un prisma, quello che ci permette di riconoscerci..

 

 

 

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Osservare l’erba bagnata sotto la pioggia..
e vedere il volto di qualcuno..
che ti guarda dalla finestra..
e pensare sorridere..


E’ così bello pensare che sotto la pioggia puo’ aprirsi la luce
che possiamo sorridere alle persone..
quando qualcuno ti offre la possibilità che qualcosa
accada..

L’amore ha varie sfumature.. per alcune persone puo’ essere amore
per l’arte, la natura, la solitudine, perché le relazioni sono difficili..
Ma anche perché le persone non ti fanno credere sia normale..

 

 



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La vita, l'amore è come una rosa, con tanti petali..
 

 

Ho visto uno scoiattolino attraversare la strada, proprio così in mezzo alla città..

 


aprile  2017

 

Nel Naviglio è tornata l’acqua.. !
Col suo buonissimo profumo



I merli del parco ex-Novaceta sono particolarmente felici

E’ risaputo che i merli adorano le siepi




Stasera i merli volavano bassi..

 

 

 

 

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'Se pur nell'opera tutto il resto è perfetto
si guarda con rammarico soltanto 
a quel difetto..'



(citazione imprecisa)

 

 

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4/2017

Sono tornate due tortorelle  ..         !


 

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Dove abito ci sono o c’erano due tortore, una purtroppo è morta, è stata forse uccisa da un corvo o altro animale, la cosa incredibile è che l’altra continua a cantare,  fa il suo verso, ricorda quello del cuculo ma piu’ breve, fa ‘tu tu’ o ‘cu cu’.. non so se perché  triste o per richiamare altre tortorelle..

 

 

 

 

 

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Oggi al ritorno dal treno ho visto un mazzo di mimosa nella busta di plastica  gettato nel cestino..
Anche se non si puo' essere d'accordo con questa festa perché prendersela con un fiore  ?






 

 

 

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Non amo tanto il giallo del sole, ma la luce che c'è nella prima parte della giornata l'adoro..


 

 

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Oggi non è domani
https://www.youtube.com/watch?v=usRMXnUjTa0
 

 


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Ognuno ci lascia una piccola parte di se' e il nostro cielo è fatto di tanti piccoli pezzi dei cieli delle altre persone..
Così magari alcune persone ci lasciano le loro parole..
Una sola parola che impariamo a usare..

 

 

 

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A volte si vedono degli episodi fra le persone, dei piccoli momenti all'aria che ci commuovono..


Ci fanno capire come esista la bellezza, l'espressione dell'anima, al di fuori di noi..
Un saluto bellissimo fra due persone..
 

 

 

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Mi piacerebbe fare un quadretto con le cose più belle della mia vita, le cose piu' belle
i momenti felici, poetici..

Ma purtroppo le cose non si possono dire espressamente a volte, allora si mascherano con le immagini, le poesie..

Che sono i nostri alberi vestiti diversamente..
quelle cose che solo in una mail,  una lettera, una confessione si possono dire col cuore aperto..









 


A volte ci si accorge che la vita è fatta di piccole cose, quel giorno che è successo così, quel giorno che è successo così.. piccoli eventi che si perdono nel grande degli eventi quotidiani della vita..

 

Giorni in cui il corso degli eventi, con l’aiuto nostro o piu’ spesso di altre persone, è stato deviato..
Ce li ricordiamo come un piccolo albero brullo che vediamo dal treno in corsa..

 

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A volte attraverso il tempo e lo spazio le persone sono separate da mucchi di neve 'simbolica'..  che a volte solo la natura e la sua neve vera è in grado di sciogliere..






 

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Ieri è capitata una cosa che in parte ha cambiato la mia giornata..
Mentre tornavo a casa ho visto uno stormo di uccellini, probabilmente cinciallegre, volare veloci da un albero all'altro.. in tutta quell'agitazione una di loro è anche finita contro il vetro della macchina, ma penso e spero non si sia fatta male..



 

26/12/2016
 

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Chissà se esite un posto in cui tutti gli amori si conservano e si ritrovano..

 

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La vita è preziosa ed è difficile viverla pienamente
In questa vita piena di risorse, tecnologie la cosa più difficile è proprio mettere ordine alle cose

 

 

 

11/2016

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http://www.cineuropa.org/f.aspx?t=film&l=en&did=313804

 

 

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Io penso che la vita è così passeggera, tutto pare sempre così dovuto che  a volte le persone non sanno guardare in fondo al proprio cuore

 

 28/08/2016


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Tutto passa, e spesso

le cose vanno insieme..

 

 

 

 

 

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L’altro giorno  in treno vicino al posto dove ero seduta per terra ho trovato una rosa rossa.. 
è stato un bellissimo regalo..
Inoltre qualche giorno fa a Iseo mentre ero seduta con i piedi dell’acqua una donna seduta a fianco a me mi ha fatto notare che sulla mia maglia si era posata una libellula, non si spostava..
Alla fine l’ho mossa un po’ purtroppo ed è volata via..
E poco dopo la stessa donna ha detto ‘Oh, oh.. e adesso ?’ mentre ero distratta e ho visto un cigno che era passato di fianco ai miei piedi e se ne stava andando..
Ieri ancora mentre andavo ho visto due piccole rose rosse per terra..

 

 

 

 

 

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Che temporale..        !



14/06





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Ancora un po' di pioggia..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ESCAPE='HTML'
 ESCAPE='HTML'

 

Bellissima primavera



le cose più belle sono quelle che ti costringono a non pensare..








Oggi è venuto a trovarci un piccione




 

Vita

 

Bisogna uscire per trovare un po' di vita..

 

 

 

 

Ogni persona è diversa
Non ne trovi una uguale..

 

 

 

 

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" Goditi me! ", gli ripeterono l'aria e il sole. " Goditi la tua fresca giovinezza all'aria aperta! ".
Ma lui non si godeva niente.
Non faceva che crescere, d'inverno e d'estate, ed era sempre verde, di un verde scuro.
Vedendolo la gente diceva: " Che bell'albero! ".
E, sotto il Natale, fu il primo a essere abbattuto.

 

..non riusciva più a pensare alla felicità..

 

 


H.C. Andersen,  L'abete, L'ippocampo, 2015

 

 

 

3/10

 

Come sarebbe bello incominciare a parlare!
Incominciare a dire davvero quello che si pensa

 

 

Speriamo che almeno il bene non scompaia

 

 

Spero davvero che le persone che se ne
vanno non se ne vadano,
ma siano in una dimensione a me invisibile

 

 

 

Viaggio molto bello
visti cervi sul ritorno


 

 

15/11


A volte basta sedersi in treno per vedere
dei quadretti meravigliosi

 

 

 

‘decisione di scrivere nel modo in cui scriveva,
diverso dagli altri..’    (fm su a cechov)

 

 

 

Vorrei leggere aria sottile, leggere
un libro d’amore.. riuscire a fare le cose..

 

 

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Certo sarà un angelo..                              *commento in attesa di pubblicazione

 

 

http://ypmuseum.ru/en/2011-04-13-17-27-29/2011-04-14-19-30-29/1702-09-07-2014.html

 

 

 

Ero poi tornata a chiedere dei piccioni.. mi hanno spiegato che venivano da un altro Paese..  piccioni bianchi.. sono originari di altri Paesi ma si possono trovare anche qui..

 

 

 

 

 

 


Ieri ho visto due o tre piccioni, erano uno bianco e grigio, due bianchi e uno nero.. volavano in alto e non si fermavano.. erano così delicati.. a volte penso sia meglio vivere così che nella crudeltà degli uomini..
Ma chi vede queste cose ?

 

 

06-06-2015    

 

 

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Seduta a un bar   'Dezela okusov'

ogni tanto viene un uccellino, e fa vi, vi..

 

 

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Spesso i posti più semplici sono quelli in cui ci si trova meglio, più curati nelle piccole cose..


Ieri ho visto dei pesci,
e fra tanti ce n'erano alcuni chari ogni tanto

 

 

 

Ljubliana,     maggio 2015

 

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                                                                                                  a mio zio Ante Špehar

 

Il racconto di Anton Cechov  La fidanzata è stato scritto nel 1903, ne parlerò brevemente e farò alcuni riferimenti con altri racconti, in particolare con il racconto di Cechov Una storia noiosa

Pare che questo sia l’ultimo racconto scritto da Cechov, come se avesse voluto dare un saluto a questa ragazza trasmettendogli il suo pensiero.
Lo fa attraverso Saša, personaggio che alla fine del racconto morirà di tisi
Nel 1904 Cechov morirà proprio di tisi
 

Sappiamo che Cechov, pur essendo medico, aveva sempre più o meno consciamente sottovalutato la propria malattia, anche se in una lettera del 1893 scriverà

 

‘Io so che morirò di una malattia della quale non avrò timore’ (1893, lettera a Suvorin)

 

Ho letto che Cechov ha impiegato molto a scrivere questo racconto (scritto più o meno parallelamente a Il giardino dei ciliegi), che l’ha scritto faticosamente, ma a me sembra scritto benissimo; in esso troviamo, come diceva Poe, quella
 

‘coesione degli effetti e carattere mirato della novella, che necessita di un lavoro di lima dall’inizio alla fine’ (Meletinskij)

 

Esso, come dicevo, permette una lettura continua, tratto che secondo Poe distingueva la forma novella, e nello stesso tempo vi è una unità di effetto..
 

E’ la storia di Nadja, una ragazza della buona borghesia / nobiltà benestante ma decaduta che sta  per sposarsi.. Vive con la madre e con la nonna in una casa di campagna e sta per sposarsi con Andrej, figlio dell’arciprete locale. Dall’età di 16 anni sognava il matrimonio.
Tutto va come deve andare, ma lei non è felice, sente un disagio, non riesce a dormire..
 


‘Quando Nadja si svegliò, dovevano essere circa le due del mattino: stava per albeggiare. Da lontano si sentivano i colpi del guardiano notturno. Non aveva più sonno, il letto era troppo molle, scomodo. Come era già successo in altre notti di quel mese di maggio, si mise a sedere sul letto e cominciò a pensare. I pensieri erano sempre gli stessi, inutili, ossessivi: come Andrej Andreič le avesse fatto la corte e la dichiarazione, come lei avesse accettato e avesse cominciato ad apprezzare quell’uomo intelligente e buono. Ma per qualche ragione, ora che mancava meno di un mese al matrimonio, si sentiva inquieta, angosciata, come se l’aspettasse qualcosa di penoso e di incerto’

 


..

 

- Dio mio, perché mi sento così angosciata?

Forse succedeva la stessa cosa ad ogni fidanzata prima del matrimonio. Chi lo sa? O erano le parole di Saša? Ma erano anni che Saša le ripeteva, identiche come un libro stampato, e a lei erano sempre sembrate ingenue, strambe. Ma perché non le uscivano dalla testa? Perché?

 

 

 

Presso di loro vive Saša, un lontano parente che passava spesso le vacanze o lunghi periodi presso di loro, e che è molto malato, e morirà alla fine del racconto.  La madre era una lontana parente della nonna di Nadja, nobile decaduta che ogni tanto chiedeva dei sussidi, e dopo la sua morte la nonna si era occupata degli studi di Saša. Saša andava lì da anni, da anni le ripeteva le stesse cose ma lei non le sentiva.

 

Ecco come viene presentato Saša

‘Qualcuno uscì sul terrazzino: era Aleksandr Timofeič, o più semplicemente Saša, un ospite arrivato da mosca dieci giorni prima. La madre di Saša, Mar'ja Pёtrovna, nobile decaduta, vedova, piccola, magrolina, malata, era una lontana parente della nonna e veniva di tanto in tanto a chiedere qualche sussidio. Alla morte della madre, poiché si diceva che Saša fosse un ottimo pittore, la nonna decise di mandarlo a studiare a Mosca. Iscrittosi a una scuola di pittura, la frequentò per quasi quindici anni, ottenne con fatica un diploma della sezione di architettura, ma di architettura non si occupò mai, trovò invece lavoro in una litografia. Era molto malato: quasi ogni estate veniva dalla nonna a curarsi e riposarsi.

Indossava una finanziera abbottnata, un paio di pantaloni di tela grezza, con gli orli consunti, una camicia non stirata: a guardarlo, aveva proprio un'aria malandata. Molto magrao, scuro, grande barba, grandi occhi, dita lunghe, sottili: nonostante tutto, un bel tipo. Dagli Šumin  si sentiva come un parente, come a casa sua. La camera dove stava, tutti la chiamavano “la camera di Saša“'

 

..

 

- Stare qui da voi mi fa uno strano effetto, non ci sono abituato, - continuò. – Accidenti, ma com’è possibile che nessuno qui faccia mai niente? Sua madre non fa che passeggiare come una principessa, sua nonna, lei, perfino il suo fidanzato Andrej Andreič, state tutto il giorno con le mani in mano.

Nadja aveva sentito le stesse cose l'anno prima, due anni prima, sapeva che Saša non poteva non ragionare che in quel modo, di solito la divertiva, ma quella sera, per qualche ragione, si indispettì.'
 

 

 

Fa notare come a casa sua le domestiche dormivano per terra, nella sporcizia.. ‘Esattamente come vent’anni fa, niente è cambiato. La nonna, dio la benedica, ha la sua età, ma sua madre è colta, parla il francese, si occupa di teatro. Dovrebbe capire certe cose.’

 


I dialoghi in C hanno una grande forza espressiva


‘- Ogni tanto lei dice cose a vanvera, - disse Nadja. – Perché ha parlato del mio Andrej se non lo conosce?
- Il mio Andrej… Se lo tenga da conto, il suo Andrej! A me dispiace solo per lei, per la sua giovinezza sprecata.’

 


Il tutto è inframmezzato da momenti descrittivi, che come accade sovente in Cechov, riflettono lo stato d’animo dei protagonisti
 


Secondo Tick, la novella deve avere una cesura, un punto a livello di trama che fa cambiare la prospettiva. Questo punto è preceduto da alcuni indizi.
Per me il punto di svolta di questo racconto è quando Nadja cambia la propria vita..
Anche il finale è un momento importante, ma vedo questo momento più come una figura che scivola via..

 


I cambiamenti, in Cechov, si insinuano lentamente.
La storia di Cechov de La signora col cagnolino sembrava una storia come le altre.
Ogni disagio dà dei segnali, ad esempio lei non riesce a dormire, e le parole di Saša le suonano diverse. Saša è sempre lo stesso, le sue parole sono le stesse, eppure le arrivano in un modo diverso.
Forse perché lui sta per morire, anche se non lo sapeva e inconsapevolmente si apre una strada, arrivano..

 

Il racconto come dicevo, permette una lettura continua, tratto che secondo Poe distingueva la forma novella, e nello stesso tempo vi è una unità di effetto


Tuttavia vi sono alcuni elementi che fanno pensare al romanzo breve
 

I motivi sono

Punto di svolta prima della metà  Ejchenbaum e Poe parlano di un racconto focalizzato sul finale, mentre in questo caso il punto di svolta è prima, circa a metà

Il racconto inoltre abbraccia un periodo abbastanza ampio della vita della protagonista; è un singolo episodio che ha ripercussioni sulla vita futura.

La stessa frase finale allusiva fa pensare al proseguire della vita.
Nello stesso tempo vi sono altri racconti di Cechov che finiscono senza un ‘vero e proprio finale, ‘in medias res’, come si dice.., in cui non sappiamo cosa accadrà..


Elementi descrittivi/lirici  rallentano la descrizione
Abbiamo visto come la novella romantica si trasformi così in racconto breve o povest’, in quanto descrizioni, elementi lirici rallentano la narrazione e viene meno la specificità della novella.
 

‘L’azione lenta e tentennante risponde alla tecnica non della novella, ma del romanzo breve’ (Meletinskij rip Ejchembaunm)
 

D’altra parte, è tipico della novella dice Meletinskij, non svelare i nessi causa-conseguenza né motivazioni storico.sociali tipiche del romanzo realistico.

 

Accennerò ora a un secondo racconto, Una storia noiosa (1892)

 

Una storia noiosa parla di un professore di medicina di 62 anni, insegnante all’università, rispettato e con molte onorificenze, che a un certo punto della vita non stare bene, e stare per morire.
Anche il professore, come Nadja, soffre di insonnia, e riflette sulla propria vita, sente come molti dei rapporti della propria vita, con i familiari, con i colleghi, siano superficiali.
Ha una amica, Katja, una sua protetta, che vede spesso e con la quale ha delle conversazioni.
E’ la figlia di un collega oculista morto anni prima, che l’aveva affidata all’eta di sette anni alla tutela del professore. Ella vive in sostanza della rendita del padre, e anch’essa è disperata..

 


Vorrei evidenziare alcuni aspetti che in questi casi fanno pensare al racconto romantico

 

-Abbiamo visto come nel romanticismo quello che è per Goethe l’evento inaudito sono situazioni limite, circostanze psicologiche insolite.
Il fatto straordinario che porta al cambiamento nasce in un momento limite, che è per il prof il pensiero di morire e per Nadja l’avvicinarsi del matrimonio, che portano al cambiamento interiore
 

-Ampiezza maggiore, lo spirito d’iniziativa dei personaggi è deformato da varie forze, contraddizioni che riguardano la vita spirituale e culturale, ambientale; forze ambientali o influiscono sull’azione dei personaggi; mondo percepito con maggiore instabilità
 

-Azione esterna/interna
Punto di svolta, cambiamento che si vede non tanto nell’azione esterna ma nell’animo del protagonista

Le circostanze esterne ambientali sono immutate, ma varia la dimensione interiore dei personaggi.
 

 

Composizione

Possiamo parlare di una novella basata sull’intreccio (Ejchembaum), dove l’intreccio è semplice,

debole, e lineare, basato su un unico evento principale, con alcuni ‘motivi liberi’, descrizioni e digressioni > tipiche anch’esse del romanticismo
Secondo me si tratta di una fabula semplice con situazione iniziale, collisione e scioglimento/sintesi  (Propp)
Volendo ricordare altri elementi della fiaba, si puo’ vedere nella storia un percorso di evoluzione del personaggio di Nadja, e nella figura di Saša un aiutante magico..

 

Tuttavia si potrebbe vedere nel racconto un eco dell’intreccio ad anello, pensando alla frase finale di Cechov, ‘abbandonò per sempre, o almeno così credeva, la sua città’ .

Tema quindi del ripetersi delle cose, l’idea di abbandonare per sempre la casa è in realtà un’illusione, la vita tende a ripetersi..
Ma questo Nadja non lo sapeva, lo percepiamo dalla voce del narratore emerge..
Ho notato che in diverse traduzioni vi è una resa diversa,
 

‘lasciò la città: per sempre, come supponeva’

Oppure,  ‘come prevedeva’

 

In queste diverse traduzioni vediamo un diverso emergere del narratore


 

Per quanto riguarda la Componente narrativa, di cui parla Gerard Genette
 

Tempo, rapporto fra tempo della narrazione e tempo impiegato per leggerla

Nell’ambito dell’ Ordine di disposizione, abbiamo una analessi (breve sintesi della storia di Saša)

Per la Durata (rapporto con il tempo di lettura), forse perché mi è piaciuto molto, trovo che in questo racconto vi sia una distribuzione perfetta dei vari elementi che definiscono il tempo della narrazione descritti da Genette:

esposizione o racconto sommario, pausa descrittiva, scena dialogata, ellissi

 

Vi è una breve ellissi verso la fine, quando Cechov racconta che Nadja era stata via un po’ di tempo (spesso l’esposizione è differita, non qui).

 

 

‘Il giardino era silenzioso, fresco, pieno di ombre scure. Da lontano, da molto lontano, giungeva il gracidio delle rane. Maggio, caro maggio! Si respirava a pieni polmoni, si aveva la sensazione che non qui, ma da qualche altra parte, lontano dalla città, nei campi e nei boschi la primavera aveva cominciato la sua vita segreta, magnifica, fertile, sacra, inaccessibile alla comprensione dell’essere umano. Veniva voglia, chissà perché, di piangere. 

 

 

Come dicevo a volte le descrizioni riflettono lo stato d’animo dei personaggi; una delle cose che ho apprezzato di questo racconto è la solarità; a differenza di altri racconti di Cechov, come Il monaco nero secondo me più cupi, o anche La signora col cagnolino, qui vi è secondo me una apertura

 

Il racconto, verso la fine, corre un po’ velocemente.
Un po’ come dice Cechov in questa frase


'All'inizio, quando comincio un racconto, sono disteso e nelle migliori condizioni di spirito, ma quando mi avvicino alla metà, comincio a impaurirmi ed a temere che il racconto sia troppo lungo.. E' per questo che il principio dei miei racconti è sempre molto promettente..  e la fine arriva troppo in fretta..'  (A Cechov, cit in Mirskij, Storia della letteratura russa)

 

Persino le sue parole suonano diverse nella seconda parte,tutto è più distaccato, anche Saša diventa non una silhouette, ma quasi. Ecco una scena; Nadja, dopo avere dato gli esami ritorna a trovare la famiglia; sulla strada si ferma a Mosca a salutare Saša, lo trova diverso e si accorge che è malato, e forse morirà.
 

‘Dopodomani me ne vado sul Volga.. e poi a fare una cura di latte fermentato. Voglio proprio vedere se è un toccasana, come dicono. Vado con un amico e sua moglie. La moglie è una persona meravigliosa: cerco in tutti i modi di convincerla a mettersi a studiare. Vorrei che desse una svolta alla sua vita.’
 

 

Nell’ambito della Frequenza, individuata da Genette, vi sono esempi di narrazione iterativa, frasi che ritornano, vengono riprese imprimendosi maggiormente.

Vi sono elementi che ripetono, che ritornano, ad esempio i colpi del guardiano notturno:



‘Da lontano si sentivano i colpi del guardiano notturno..’

‘Il guardiano da tempo non batteva più’
 

Un altro elemento è la voce di Saša, che  ‘tossiva con la sua voce di basso’

Vi è iterazione non solo nel senso di cose che ritornano, ma nel senso che Cechov riprende date osservazioni, che diventano più rilevanti.. è un tema con variazioni..

 

Modo

Per quanto riguarda la prospettiva, il narratore è  esterno al personaggio, ma molto vicino a Nadja, al punto di vista di Nadia, tanto da descrivere a volte i suoi pensieri. Quindi il narratore è esterno, ma vicino a un personaggio.

Anche la malattia di S è vista spesso dagli occhi di Nadja

 

‘Saša, caro – disse – lei è malato!’    

 

‘Sì, sono malato, ma non è una cosa seria..’

 

Vi sono però tratti in cui il narratore emerge, ad esempio nella frase finale prima citate, o in certe descrizioni ad esempio nella descrizione di Saša sopra citata (‘nonostante tutto, un bel tipo’)

 

Nondimeno non possiamo pensare che il narratore fosse lontano da Saša, alcune parole di Saša potrebbero essere quelle dell’autore.
Penso che Saša sia il personaggio in cui Cechov si potrebbe immedesimare, e lo descrive dal punto di vista di Nadja, anche dal punto di vista della malattia, dei sentimenti.. che forse è il modo in cui gli pensava che gli altri vedessero la sua, di malattia..

 

I temi, critica alla società (realismo), il progresso

 

Vorrei evidenziare qui degli elementi del realismo

 

-Viene meno l’eccezionale, l’avventuroso ed esso è nella vita quotidiana
-Distanza, seppur minima, fra autore e personaggi
-Quadri di vita quotidiana sottendono ‘critiche’ sulle contraddizioni sociali
 

 ‘Accadimento di dimensione non ampia, un certo ‘caso’, attraverso cui tuttavia sono visibili la reale vita quotidiana e i modelli socialmente condizionati del comportamento umano’ (Meletinskij)

 

'Sì, è vero... – acconsentì Saša. – A suo modo, è una donna buona e cara, ma... come dire? Questa mattina presto sono passato in cucina: c'erano quattro domestiche che dormivano per terra. Niente letti, solo stracci, puzza, pulci, scarafaggi... Esattamente come vent'anni fa, niente è cambiato.
La nonna, Dio la benedica, ha la sua età, ma sua madre è colta, parla il francese, si occupa di teatro. Dovrebbe capire certe cose.

Quando parlava, Saša allungava davanti al suo interlocutore due dita lunghe e ossute.'

 

 

‘Comunque sia, cara Nadja, non può non rendersi conto di quanto scandaloso, quanto immorale sia il vostro modo di vivere, - continuò Saša. – Se lei, sua madre, la sua cara nonnina non fate niente tutto il giorno, vuol dire che qualcun altro deve lavorare per voi, e che voi sfruttate, consumate la vita altrui. Non è indecente, non è vergognoso?'
 

 

Le stesse critiche le troviamo, in modo più velato, in Una storia noiosa.
 

Anche la protetta del professore, Katja, è intrappolata, chiede che fare

 

 ‘- Già.. Che fare? Che cosa risponderle? Sarebbe facile dirle ‘lavora’ o ‘dai le tue ricchezze ai poveri’, ma proprio perché sarebbe facile, non so cosa risponderle.   
 

Ti sei stancata ancora prima di lottare, sei vittima della tua impotenza, non della lotta.’

 

In questi racconti troviamo la drammaticità della vita umana, persone intrappolate in una rete, in situazioni da cui non riescono a uscire, come una rete.
Le diverse situazioni e contesti determinano diverse decisioni e scelte di vita (ambiente cui si accennava prima, altro aspetto del realismo;  società,  rapporti personali influiscono sulle scelte; gli ostacoli delle fiabe sono il mondo reale)

 

Questo è espresso secondo me in una frase di un bellissimo e drammatico racconto di Cechov, L’uomo nella fodera

 

 

‘ - Già, proprio così, - ripeté Ivan Ivanyč. – E la nostra vita in città, senza spazio, senza aria, e tutte le inutili carte che scriviamo, e le partite a wint, e tutto il resto, non sono forse fodere anche loro? ‘

 

(L’uomo nella fodera, A Cechov)

 

Sia Saša sia il professore pensano qualcosa a proposito del modo di vivere delle persone, ma il loro atteggiamento è molto diverso.
Mentre Saša parla, il professore ha un ritegno.. quel ritegno proprio di Cechov nel non dire alle persone cosa fare.  Questo è un altro aspetto che rileva in questo racconto una differenza da parte di Cechov

 

Il professore non dice alla protetta cosa fare, ma lei forse non vuole davvero cambiare, forse le va bene così..
Mentra una storia noiosa si chiude con l’incomunicabilità fra i personaggi.. in una scena in cui Katja chiede disperata cosa fare della propria vita..  lui le risponde che sta per morire.. lei non se ne accorge.. e se ne va senza uno sguardo fra loro..

 

Direi che in La fidanzata l'incomunicabilità  (presente in altri racconti Cechoviani, vedi ‘Veročka’, ‘La strega’, ‘Uno scherzuccio’ in parte) è superata, si apre fra Sasa e Nadja uno spiraglio, le parole arrivano; sebbene non vi sia fra loro una storia d’amore

 

‘Saša si mise a ridere, si alzò anche lui e si avviarono insieme verso casa. Alta, bella, slanciata, accanto a lui Nadja sembrava l’incarnazione della salute: lei lo capiva, si sentiva a disagio, provava pena per lui.’

 

 

Tuttavia Nadja è affezionata a Saša, e più volte nel corso del racconto glielo dice.

 

 



 

Un’ultima nota riguarda il rapporto di Cechov con il progresso

 

 

‘Anche Saša non dormiva, al piano di sotto. Lo si sentiva tossire. Che persona ingenua, incoerente, pensava Nadja, con i suoi sogni di splendidi giardini, incredibili fontane: eppure nella sua ingenuità, nella sua incoerenza c’era qualcosa di appassionante. E alla sola prospettiva di mettersi a studiare, il cuore le si riempì di gioia, di entusiasmo.’

 

 

Una frase del professore:


Ora esamino me stesso: cosa voglio?

.. Vorrei svegliarmi fra cent’anni e vedere quali progressi ha fatto la scienza. 

 

 

 

 

Cosa ne penserà Cechov ora?

 

 

 

maggio,   2015

 

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Nella vita ci si accorge che anche se si vorrebbero fare bene delle cose, a volte non c'è tempo, non c'è veramente tempo

 

 

 

05-2015

 

 

Chissà se un giorno anch'io volerò via come la rondine..

05-2015

 

 

 

23-04-2015

 

Cerca di vivere appieno tutto quello che vivi,
cerca di non dimenticare degli angoli  solo perché  ti sembrano poco importanti









 

21-12-2014
 

Chissà se esistono luoghi dove anche le cose più piccole si conservano
forse nel nostro cuore che si trova altrove

 

 

 

 

 

 

 

Oggi triste, ma non si sa perché
a volte le giornate prendono la tristezza intorno

 

 


 

 

 

 

autunno

 

 

 

 

Il problema è che si devono fare troppe cose
e non si riesce a farne bene nessuna, quando si riposa
e si puo' fare arriva come una polvere ruggine a impedire di muoversi,
quando si è  da un'altra parte si è troppo stanchi per fare qualsiasi cosa

 


 

21-07

 

 

 

 

13-07-2014
 

E' caduta un po' di pioggia,    che bello

 

 

 

 

4-07-2014


Stanotte ho sognato come un fiume,  verde scuro che scendevamo
e io scendevo senza bagnarmi entrare nell'acqua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28-06-2014
 

 

Temporale,    aria  e vento

 

 

04-04-2014

Come è bello passeggiare   !

 

30/05


‘Ciao,  come stai?’  (fuori dal treno,  una donna)    ‘Bene,  ma non mi ricordo di conoscerti”
‘In effetti in saprei dire neanch’io,  ma mi pare di conoscerti’   (30/05)
 

 

 


22/05

 

Ho pensato molte altre cose sulle lumache,  ad esempio ho pensato quanto tempo ci metteranno a crescere, secondo me ci metteranno un po’,  oggi ne ho vista una molto piccola anche..  magari una lumaca vive due anni o piu’,  non mi sono mai chiesta quanto vivono,  e se ci sono lumache maschi e lumache femmine

 

 

 

07/06


Sarei potuta venire l’altro giorno, ma non sono venuta.
Le possibilità che si lasciano nella vita sono molte.
Non ho piu’ forza di scrivere, di dire, di niente.
E cosa posso fare? Vivo così,  vado avanti
La vita prosegue. Non ci sono tante persone che scrivono cose che poi rimangono

 

 

 

 

Oggi sono stata al piccolo teatro. È stato bello, anche se non avevo possibilità
Cè una pace, una tranquillità mai provata.
Non è vero mai provata, ma mai provata